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Innovazione

Poter distillare in Trentino è sicuramente, per noi produttori, una grande opportunità.

Tre in particolare sono i punti di forza:

una lunga tradizione su un territorio montano unico, un geniale artigiano del rame come Tullio Zadra e, soprattutto, la presenza dell’Istituto Agrario di S. Michele nella figura del Dott. Giuseppe Versini, un grande esperto in distillazione.
Dopo esperienze maturate con un piccolo impianto a bagnomaria, nel 1982 riusciamo ad acquistare un impianto modello “Tullio Zadra”. In 10 anni di lavoro maturiamo la convinzione di dover e di poter ancora migliorare le prestazioni dell’apparecchiatura, arricchiti fra l’altro da frequenti visite a “colleghi” distillatori, soprattutto in Austria, Svizzera, Germania e Francia (Alsazia- Cognac- Armagnac). Nel 1992 parte così la progettazione e un anno dopo l’impianto è già funzionante. Tre anni di modifiche e messe a punto e, finalmente, tutto sembra funzionare al meglio, con risultati importanti vedi l’automazione, ma soprattutto la ripetitività del processo senza errori umani. Controllo delle temperature, taglio delle “teste” e delle “code”, tutto ciò non è più gestito manualmente , ma con controllo elettronico. Abbiamo inoltre messo a punto delle soluzioni innovative, basti pensare al ciclone antischiuma che ci permette di lavorare senza tensioattivi aggiunti su materie prime che tendono a schiumare durante la distillazione (vedi vino, prugne, ciliegie). Utilizzando del marmo di Carrara (carbonato di calcio) abbiamo costruito e applicato un filtro che ci permette di fissare la solforosa prodotta dai lieviti durante la fermentazione. Con una tecnologia piuttosto originale (condensazione frazionata) riusciamo, infine, a ridurre il contenuto di aldeide acetica (odore di erba verde).
Negli anni una grossa attenzione l’abbiamo dedicata alla fermentazione e conservazione delle vinacce: utilizzando piccoli contenitori e controllando PH e temperature.
Da qualche anno abbiamo messo a punto un intero processo di separazione dei raspi e dei vinaccioli dalle vinacce, prima della fermentazione.

Sommando tutti questi fattori alla qualità della vinaccia (pressata in atmosfera controllata cioè senza contatto con l’ossigeno) e soprattutto considerando i tempi strettissimi che impieghiamo per trasformare la materia prima in distillato, possiamo produrre delle grappe straordinarie. Basti pensare che a 10 giorni dalla fine della vendemmia non abbiamo più un solo chilogrammo di vinaccia in casa. Oltre all’aspetto tecnologico da sempre siamo stati pionieri, o comunque tra i primi, nel proporre nuovi prodotti, vedi i monovitigno a livello nazionale e nel distillare frutti come: lamponi, ribes nero, more, sambuco e sorbo dell’uccellatore. Nel 1986 distillavamo, per la prima volta, il nostro Brandy finendo con l’essere i primi in Italia a “coprire” tutta la filiera: dalla vigna al bicchiere, presentando sul mercato un prodotto maturato più di 10 anni in legno. Da questo prodotto, miscelato con un mosto parzialmente fermentato, nel 2004 è nato il Merlino…il primo “PORTO” italiano. 

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